DIALOGO CON LA STORIA, luglio-ottobre 2026
Ad Angri, nella Casa del Cittadino, tre serate hanno scandito il passaggio dall’estate all’autunno, chiamando cittadine e cittadini a confrontarsi su un tema di grande attualità e profondità storica.
L’associazione culturale e musicale Euterpe, con il patrocinio morale del Comune, ha concluso il ciclo Dialogo con la storia, che si è svolto dal 22 luglio all’8 ottobre, con un ultimo appuntamento il 27 ottobre, e ha approfondito il concetto di libertà e il ruolo delle donne nella società contemporanea. La prima serata, Le donne votano, nasce la Repubblica, ha ripercorso la conquista del voto femminile come passaggio fondamentale di una democrazia che si creava anche attraverso l’inclusione politica delle donne. La seconda, Le Madri Costituenti. Inizia l’emancipazione femminile, ha restituito nomi e volti a chi ha scritto le regole dello Stato repubblicano, mostrando che la libertà politica nasce da corpi e vite concrete. La terza, Potere, controllo e libertà tra storia, diritto e società, ha allargato lo sguardo ai conflitti attuali tra diritti, autorità e forme nuove di controllo.
In ciascun incontro, Alessandro Bonvini, storico dell’Università degli Studi di Salerno, e Carmen Fattoruso, avvocata, hanno fornito interpretazioni puntuali, tracciando un quadro articolato delle dinamiche sociali e legislative. Il dibattito, invece, è stato magistralmente condotto da Filomena Faiella e Maria Pia Cellerino, mentre l’assessora alla cultura Gina Fusco ha portato il saluto ufficiale delle istituzioni, offrendo un prezioso contributo di approfondimento e conferendo ulteriore rilievo al dialogo. Al di là degli aspetti storici e giuridici, il ciclo ha posto con urgenza una domanda ineludibile: cosa significa essere libere in una società che, pur riconoscendo formalmente i diritti, ne tradisce costantemente il valore nella realtà quotidiana? Sull’argomento si sono delineate con vigore tre prospettive fondamentali:
1) la libertà intesa come capacità di agire collettivamente;
2) il genere concepito come costruzione sociale, potenziale leva di oppressione ma anche di emancipazione;
3) la dignità intesa come condizione inscindibilmente legata a risorse concrete quali salute, istruzione, sicurezza e lavoro.
Questi concetti, profondamente radicati nell’opera di autrici del secolo scorso che hanno influito significativamente sull’evoluzione dell’emancipazione femminile, quali Hannah Arendt, Simone de Beauvoir e Martha Nussbaum, si intrecciano in un discorso organico, secondo cui la libertà non rappresenta un traguardo definitivo, ma una pratica costante che richiede corpi riconosciuti, vite tutelate e una comunità capace di garantire le condizioni materiali necessarie. Da questo intreccio emerge uno scenario inquietante, poiché i femminicidi, la violenza domestica, le disparità economiche e i controlli sul corpo delle donne fanno drammaticamente capire che la libertà femminile resta un percorso aperto e fragile. La sua crisi, tuttavia, non investe soltanto le donne, poiché una società che non tutela la libertà di tutte le sue componenti impoverisce il senso stesso della convivenza civile e indebolisce le fondamenta della democrazia.
L’Associazione Euterpe ha scelto di mantenere vivo il dialogo in un momento in cui il senso critico sembra assopito e l’elaborazione politica appare ridotta a slogan. Le tre serate hanno ricordato, inoltre, che la storia non è un archivio statico di avvenimenti lontani, ma uno specchio nel quale interpretare le tensioni del presente e individuare possibili orizzonti futuri. La memoria delle donne che si sono battute per il diritto di voto e per la stesura della Costituzione, si configura così come un’eredità dinamica, un invito a non arrendersi di fronte alle nuove forme di controllo e di oppressione. Nella Casa del Cittadino di Angri, durante quelle serate, la cultura ha assunto una dimensione concreta e partecipata. E quando una comunità si concede uno spazio di riflessione sul significato della libertà, il luogo che la ospita diventa davvero cuore pulsante della città.
